Spot homepage

Approccio al paziente

Perché un approccio multi-teorico

Che cosa cono la mente e il corpo? Cosa intendiamo per salute e malattia? Come possiamo aiutare e capire una persona che soffre? Che cosa intendiamo per «psicosomatica» ed «approccio integrato» al disagio psichico?

Queste sono le domande centrali che ogni psicoterapeuta si deve porre, al di là della scelta del proprio indirizzo teorico di formazione. Oggi la scienza concepisce lo studio del «fenomeno umano» in termini olistici, e non è più pensabile un approccio alla mente e al corpo come realtà fra loro distinte. Le spiegazioni che diamo del mondo, e di conseguenza le nostre scelte, dipendono dal punto di vista che adottiamo e non sono mai assolute. Nessun punto di vista è superiore ad un altro, ma solo più o meno utile secondo le situazioni. In questo senso la nostra conoscenza scientifica è sempre frutto di una nostra costruzione attiva, mentre la realtà di per sé, forse può essere sfiorata, ma mai afferrata definitivamente nella sua essenza. Per questo la soluzione più ragionevole è quella di acquisire familiarità con i principi teorici e pratici descritti da tutte le maggiori teorie e focalizzarsi su una data prospettiva quando la si ritiene clinicamente appropriata a un dato paziente. La psicologia dinamica si è spesso tragicamente bloccata su inutili polarità – edipico o preedipico, conflitto o deficit, pulsione o relazione - con la conseguenza pratica dell'enfasi di cosa sia giusto o sbagliato. L'orientamento più attuale in campo psicologico è quello di coniugare il pluralismo teorico della moderna psicologia psicodinamica con gli sviluppi delle neuroscienze, e, indipendentemente da quale approccio possa essere ritenuto più adeguato, tutti i clinici sono particolarmente attenti a non imporre rigidamente un modello teorico al paziente. Infatti, è quest'ultimo che deve condurre il terapeuta nel regno teorico che meglio si adatta al materiale clinico, affinché la maggior comprensione dei pazienti e della loro psicopatologia non risulti un mero esercizio teorico ma una prassi costante dell'esercizio di una «buona» psicoterapia.

Come applicarlo?

Come affrontare, attraverso un approccio che richiede una maggior ampiezza ed elasticità di conoscenza, la comprensione del paziente e dei suoi disagi? Tre sono i punti centrali dell'approccio ecobiopsicologico:

  1. Un addestramento specifico alla raccolta anamnestica, non come sommatoria di dati biografici, ma come la «storia» di una esistenza che si dipana fra vittorie e sconfitte, dolori e gioie, momenti di crisi e di trasformazione, al centro della quale vi è un «senso» nascosto, un approccio specifico che necessita di essere scoperto e individuato per conferire al paziente il diritto della propria autenticità e soggettività.
  2. L'insegnamento, tramite la lettura dei simboli e degli eventi «sincronici», della relazione costante che la mente intrattiene con il corpo e viceversa, e di come la nostra esistenza psicologica sia un «viaggio» a noi spesso incomprensibile verso l'esperienza della nostra crescita e trasformazione.
  3. La scoperta del «senso» più profondo che si nasconde in ciò che viene chiamato «disagio psichico» o «malattia fisica», per evidenziare come in queste manifestazioni della sofferenza umana spesso, se non sempre, si nasconda una necessità di ritrovare la direzione perduta, per poterci integrare in noi stessi e con gli altri in modo più completo.

L'immaginario perchè?

Ogni emozione è la più diretta manifestazione della forza dell'inconscio, e se le emozioni sono particolarmente intense rischiano di sommergere le nostre decisioni ed intrappolare i nostri affetti. Quando la psiche è capace di tradurre le emozioni in immagini, di «personificarle» cioè, decomprime l'urgenza delle forze istintuali e riesce a controllarle. Una terapia che implichi l'accordo costante fra parola, azione ed immagine si colloca in uno spazio riparativo e costruttivo per le impressioni soggettive e per le proprie reminiscenze biografiche e si traduce in un deflusso dallo sguardo narcisistico di sé verso il mondo delle relazioni, superando così ogni intenzione giudicante e valutativa personale o collettiva.