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Le basi ecobiopsicologiche della mente

CONVEGNO NAZIONALE
DI ECOBIOPSICOLOGIA

Asolo (TV), 11-12 giugno 2016
Casa S. Dorotea, Via Sottocastello, 11 – Asolo (TV)


“Le basi ecobiopsicologiche della mente”


L’attuale psicoterapia del profondo con i suoi differenti modelli, si sta confrontando con la turbolenza degli sviluppi delle neuroscienze, con la ricchezza emozionale determinata dalle moderne concezioni del trauma e dell’attaccamento e con l’opportunità di scambi mutuamente fecondi con tutta la gamma delle più recenti acquisizioni della fisica e della biologia evoluzionista. Questi importanti mutamenti culturali impongono una sorta di revisione dei modelli del funzionamento psicoterapeutico, perché nel clima di convergenze che si va designando tra psicoterapia del profondo, neuroscienze, e più genericamente con al biologia e la fisica quantistica, si stanno gettando le basi di una nuova cornice epistemologica, nella quale mente, cervello e natura fanno parte di un unico campo in-formativo originato dal Campo Akashico.
Di fronte a questa spettacolare apertura di riflessioni l’immaginario rischia di essere sottovalutato o al più ridotto a una sorta di “sistema”, strutturato sulla base di una logica che condensa la simbolizzazione ad un simbolizzato senza mistero. L’uomo moderno però, è alla ricerca della propria anima, e nonostante i termini “psiche” e “anima” oggi si considerino quasi intercambiabili, in realtà essi differiscono profondamente, perché il primo fa riferimento alla complementarietà con la vita fisica, mentre il secondo, nonostante tutte le ambiguità insite in questa parola, ha una valenza più sottile, se non metafisica, e tocca con le sue frontiere i territori più impalpabili dell’esperienza spirituale dell’uomo.
Di solito queste riflessioni sono confinate ai dibattiti scientifici alti, più o meno accademici, senza molto scalfire la tranquilla pratica della più parte degli psicoterapeuti; ma oggi noi sappiamo che di fronte allo scientismo imperante occorre sempre più ripristinare una sensibilità per il sentimento e l’emotività delle cose, senza che queste emozioni però siano riconducibili a quel culto della soggettività così tipico della nostra epoca. Il sentimento a cui si vuole alludere non è dunque il sentimento personale che si prova di fronte alle tempeste del conflitto, quanto allude a quella “tersa visione”, l’Imaginatio vera che riflette nel mondo microcosmico del cuore del terapeuta il mondo immaginale del paziente e della realtà più vasta in cui quest’ultimo è inserito. Il modello ecobiopsicologico, nel mettere al centro delle proprie riflessioni il costante rapporto che l’inconscio intrattiene con il corpo, nel sottolineare la “fisicità” dell’archetipo e nel considerare l’importanza della sincronicità come prospettiva in grado di legare fra loro le vicende esistenziali della storia dei pazienti, di fatto introduce una nuova weltanschauung dell’uomo affine alle moderne concezioni della fisica quantistica.
Nel paradigma ecobiopsicologico occorre che il terapeuta  si avvicini sempre di più alle parole chiave del moderno universo culturale, tumultuosamente cambiato dagli sviluppi delle scienze, affinché i termini quali: proprietà emergenti, non-linearità, contestualizzazione, processo, sistemi aperti, complessità, caos, autoregolazione, reti, interconnessioni, campi, elaborazione parallela, consilienza, coerenza, entanglement, informazione, ecc… - per non citarne che alcuni – trovino la loro cornice applicativa anche nel campo delle relazioni umane e nella pratica della psicoterapia. In questa prospettiva può diventare possibile non solo un confronto con questi moderni paradigmi, ma anche rileggere la nostra pratica clinica con il paziente, in particolare con il paziente psicosomatico, tale da offrire indicazioni più precise alla psicoterapia del profondo sui numerosi concetti e costrutti che andrebbero ripensati, riscritti e ri-sistematizzati. Così i termini di inconscio, empatia, identificazione proiettiva, conflitto, fantasia, alessitimia e molti altri dovrebbero essere integrati in modo non oppositivo ma organico con i concetti di cognizione, teoria della mente, immaginario, immaginale, corpo sottile.
Pertanto l’approccio terapeutico ecobiopsicologico non si rivolge solo al disagio dell’individuo e alla cura dei suoi sintomi, scatenati dalle cause profonde presenti nel suo inconscio, ma rivolgendo sempre una particolare attenzione alle immagini dell’anima – sottintendendo per essa le sue radici solidamente appoggiate alle primordiali realtà archetipiche degli Dei, dei miti, della cultura e della natura – è particolarmente attento a indagarne i suoi moti e le sue intenzioni, per riconoscere le maschere che l’anima assume (i sintomi)  e aprirsi così a quella conoscenza che trascende l’Io, nominata dall’uomo destino.
Diego Frigoli

Programma
Sabato 11 giugno
9.30 – 11.15  Dalle neuroscienze al campo ecobiopsicologico: un approccio ontologico alla psicoterapia Diego Frigoli
11.15 – 11.30  Intervallo
11.30 – 13.00  L’immaginario e il corpo sottile: la pratica nella clinica. Diego Frigoli
13.00 – 14.30  Intervallo pranzo
14.30 – 16.15  Per una poetica delle immagini oniriche in psicoterapia: il caso clinico di R. Diego Frigoli
16.15 – 16.30  Intervallo
16.30-18.00  Riflessioni conclusive. Diego Frigoli

Domenica 12 giugno
Itinerari della clinica tra rivisitazione dell’immaginario junghiano e nuove frontiere delle neuroscienze e della complessità (Toson – Nicolosi)

Destinatari
Lo stage è riservato ai Docenti e Supervisori della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ANEB, per i quali costituisce “formazione interna” secondo i criteri della certificazione di qualità ISO 9001, e agli Specializzandi. Gli altri Studiosi che desiderino partecipare allo stage devono farne richiesta alla Direzione della Scuola.

Sede dello Stage

Casa S. Dorotea, Via Sottocastello 7, Asolo (TV)

Informazioni

Segreteria organizzativa dello Stage:
Sig.ra Gabriella Corbelli - tel. 0236519170 - 3333707905 - fax 0236519171
email: segreteria@aneb.it